Novità importante per il commercio Italia-Francia: la riforma della disciplina sulla ‘rottura brutale’ di relazioni commerciali stabili

Avv Francesca Ciappi

Secondo il diritto francese, l’operatore economico che desidera porre fine ad una ‘relazione commerciale stabile’ ha l’obbligo di notificare alla controparte la sua decisione per iscritto, rispettando un congruo preavviso, altrimenti rischia di essere condannato a risarcire il danno causato al proprio partner commerciale dalla natura ‘brutale’ della ‘rottura’. Tale danno corrisponde generalmente al margine lordo che la vittima avrebbe realizzato durante il preavviso di cui avrebbe dovuto usufruire.

Creata per proteggere i fornitori contro le pratiche abusive diffuse nell’ambito della grande distribuzione, la disciplina sulla ‘rottura brutale’ è stata oggetto di una interpretazione giurisprudenziale talmente estensiva da causare un’inflazione nel numero di processi e provocare effetti contrari allo scopo inizialmente perseguito. Questa dinamica ha spinto le imprese ad aumentare il prezzo di vendita per assorbire il costo del risarcimento dovuto o le ha obbligate a portare avanti relazioni con partner commerciali nonostante non fosse più economicamente vantaggioso[1].

È da notare che, con riferimento alla durata del congruo preavviso, la legge indica soltanto che essa deve prendere in considerazione la durata della relazione commerciale ed eventuali usi del commercio o accordi interprofessionali.

Concretamente, la durata del “congruo preavviso” è fissata dalla giurisprudenza, caso per caso, basandosi sulle circostanze che caratterizzano la relazione commerciale al momento della notifica della ‘rottura’, quali l’eventuale stato di dipendenza economica in cui si trova la vittima, l’eventuale esistenza di un accordo di esclusiva tra le parti, ecc.

L’esame delle decisioni rese in materia permette di rilevare una tendenza generale della giurisprudenza francese a fissare la durata media del preavviso a un mese per ogni anno di relazione commerciale. Si tratta, tuttavia, solo di una tendenza, e le circostanze concrete di ogni caso di specie possono condurre i giudici ad adottare una soluzione diversa.

Cosa cambia con la riforma[2]?

Il nuovo testo prevede, ormai, che in caso di controversia tra le parti in merito alla durata del preavviso, l’autore del recesso non possa essere ritenuto responsabile per mancato rispetto di un congruo preavviso, se ha concesso un preavviso di 18 mesi.

Se tale cambiamento è volto a favorire una maggiore certezza del diritto, è possibile supporre che il suo impatto effettivo sia destinato ad essere circoscritto ai casi di relazioni commerciali di una certa durata – di almeno 12-15 anni – nei quali la scelta di concedere un preavviso di 18 mesi per evitare il rischio di una condanna per ‘rottura brutale’ possa presentare un reale interesse per l’autore del recesso.

In secondo luogo, è da notare che, prima della riforma, il codice del commercio francese prevedeva che la durata minima del preavviso dovesse essere raddoppiata in due casi: vendite private label e aste a distanza. La nuova disciplina non prevede più tale raddoppio della durata del preavviso.

Infine, con la riforma, sono state introdotte alcune precisazioni relativamente alle sanzioni previste in caso di pratiche anticoncorrenziali, in parte applicabili anche alla ‘rottura brutale’. Si rileva, in particolare, che il tetto massimo della sanzione pecuniaria che può essere inflitta all’autore della ‘rottura brutale’, su richiesta del ministro dell’economia o del pubblico ministero, corrisponde all’importo più elevato tra:

  • 5 milioni di euro,
  • il 5% del fatturato IVA esclusa, realizzato in Francia dall’autore nel corso dell’esercizio precedente a quello durante il quale è stata commessa la ‘rottura brutale’,
  • il triplo dei vantaggi indebitamente ottenuti.

Resta da vedere se, ed in quale misura, la riforma permetterà di raggiungere il principale obiettivo perseguito, vale a dire la ricerca di un nuovo equilibrio di interessi per garantire equità, coerenza, efficienza economica e, più semplicemente, per consentire la concorrenza tra i fornitori, evitando di proteggere in modo eccessivo alcuni operatori economici rispetto ad altri.

Articolo L442-6 del codice del commercio francese, in vigore fino al 25 aprile 2019 Articolo L442-1 del codice del commercio francese, in vigore dal 26 aprile 2019
I. – Qualsiasi produttore, commerciante, industriale o chiunque sia registrato all’albo delle imprese artigiane è tenuto a risarcire il danno causato se: […] 5° Mette fine in modo brutale, anche se solo parzialmente, ad una relazione commerciale stabile, senza un preavviso scritto che tenga conto della durata della relazione commerciale e che rispetti la durata minima del preavviso determinata, con riferimento agli usi del commercio, da accordi interprofessionali. Se la relazione commerciale riguarda la fornitura di prodotti private label, la durata minima del preavviso è il doppio di quella che si applicherebbe se il prodotto non fosse fornito private label. In assenza di tali accordi, dei decreti del ministro dell’economia possono, per ciascuna categoria di prodotti, fissare, tenendo conto degli usi del commercio, la durata minima del preavviso e stabilire le condizioni per la cessazione delle relazioni commerciali, in particolare in funzione della loro durata. Le disposizioni di cui sopra non privano del diritto di recesso senza preavviso, in caso di inadempimento dell’altra parte o in caso di forza maggiore. Se la cessazione della relazione commerciale è dovuta alla concorrenza creatasi in seguito ad un’asta realizzata a distanza, la durata minima del preavviso è pari al doppio di quella ottenuta applicando le disposizioni del presente comma nei casi in cui la durata del preavviso inizialmente previsto sia inferiore a sei mesi, e di almeno un anno negli altri casi […].III. – L’azione è promossa dinanzi al tribunale civile o commerciale competente da qualsiasi persona che dimostri un interesse, dal pubblico ministero, dal ministro dell’economia o dal presidente dell’autorità garante della concorrenza, qualora quest’ultimo, nei casi di sua competenza, constati una pratica menzionata nel presente articolo.Nel corso di tale azione, il ministro dell’economia e il pubblico ministero possono chiedere al tribunale adito di ordinare la cessazione delle pratiche di cui al presente articolo. Essi possono anche, per tutte queste pratiche, far dichiarare la nullità di clausole o contratti illeciti e chiedere la ripetizione dell’indebito. Possono inoltre richiedere la comminazione di una sanzione pecuniaria civile non superiore a cinque milioni di euro. Tuttavia, tale sanzione può essere aumentata fino a tre volte l’importo delle somme indebitamente pagate o, proporzionalmente ai benefici derivanti dall’infrazione, al 5% del fatturato al lordo delle imposte realizzato dall’autore, in Francia, durante l’ultimo esercizio finanziario conclusosi prima di quello in cui sono state attuate le pratiche menzionate nel presente articolo. Può essere richiesto anche il risarcimento del danno subito. In ogni caso, spetta al prestatore di servizi, al produttore, al commerciante, all’industriale o alla persona iscritta nel registro del commercio, che sostiene di essere liberato dall’obbligo, giustificare il fatto che ha prodotto l’estinzione del detto obbligo.

Il giudice ordina sistematicamente la pubblicazione, la diffusione o l’affissione della sua decisione, o di un estratto della stessa, secondo le modalità da esso specificate. Può inoltre disporre che la decisione, o un estratto della stessa, sia inclusa nella relazione sull’attività dell’esercizio redatta dai dirigenti o dal consiglio di amministrazione. Le spese sono a carico della persona condannata.

Il tribunale può ordinare l’esecuzione della sua decisione con l’applicazione di una penalità di mora.

Le controversie relative all’applicazione del presente articolo sono attribuite ai tribunali la cui sede ed il cui circondario sono determinati con decreto.

IV. – Il giudice cautelare può ordinare, se necessario con l’applicazione di una penalità di mora, la cessazione delle pratiche abusive o di qualsiasi altro provvedimento provvisorio.”

[…] II. Qualsiasi persona che svolga attività di produzione, distribuzione o servizi è tenuta a risarcire il danno causato, se mette fine in modo brutale, anche se solo parzialmente, ad una relazione commerciale stabile, senza un preavviso scritto che tenga conto, in particolare, della durata della relazione commerciale, con riferimento agli usi del commercio o agli accordi interprofessionali. In caso di controversia tra le parti in merito alla durata del preavviso, l’autore del recesso non può essere ritenuto responsabile per mancato rispetto di un congruo preavviso, se ha concesso un preavviso di 18 mesi.Le disposizioni del presente II non privano del diritto di recesso senza preavviso, in caso di inadempimento dell’altra parte o in caso di forza maggiore. 

Articolo L442-4 del codice del commercio francese, in vigore dal 26 aprile 2019

I.-Per l’applicazione degli articoli L. 442-1 […], l’azione è promossa dinanzi al tribunale civile o commerciale competente da chiunque dimostri un interesse, dal pubblico ministero, dal ministro dell’economia o dal presidente dell’autorità garante della concorrenza, qualora quest’ultimo, nei casi di sua competenza, constati una pratica di cui ai suddetti articoli.

Chiunque dimostri un interesse può chiedere al giudice adito di ordinare la cessazione delle pratiche di cui agli articoli L. 442-1 […] e il risarcimento del danno subito. Solo la parte vittima delle pratiche previste dagli articoli L. 442-1 […] può far dichiarare la nullità di clausole o contratti illeciti e chiedere la ripetizione dell’indebito.

Il ministro dell’economia o il pubblico ministero possono chiedere al tribunale adito di ordinare la cessazione delle pratiche di cui agli articoli L. 442-1 […]. Essi possono anche, per tutte queste pratiche, far dichiarare la nullità di clausole o contratti illeciti e chiedere la restituzione dei benefici indebitamente ottenuti, a condizione che le vittime di tali pratiche siano informate, con qualsiasi mezzo, dell’avvio della relativa azione legale. Essi possono anche chiedere la comminazione di una sanzione pecuniaria civile, il cui importo non può superare il più elevato dei tre seguenti importi:

-cinque milioni di euro;

-tre volte l’importo dei benefici indebitamente ricevuti o ottenuti;

– 5% del fatturato al lordo delle imposte realizzato dall’autore in Francia durante l’ultimo esercizio finanziario conclusosi prima di quello in cui sono state attuate le pratiche.

II- Il giudice ordina sistematicamente la pubblicazione, la diffusione o l’affissione della sua decisione, o di un estratto della stessa, secondo le modalità da esso specificate. Può inoltre disporre che la decisione, o un estratto della stessa, sia inclusa nella relazione sull’attività dell’esercizio redatta dai dirigenti o dal consiglio di amministrazione. Le spese sono a carico della persona condannata.

Il tribunale può ordinare l’esecuzione della sua decisione con l’applicazione di una penalità di mora.

Il giudice cautelare può ordinare, se necessario con l’applicazione di una penalità di mora, la cessazione delle pratiche abusive o qualsiasi altro provvedimento provvisorio.

III – Le controversie relative all’applicazione degli articoli L. 442-1 […] sono attribuite ai giudici la cui sede ed il cui circondario sono determinati con decreto.

 

[1] Relazione al Presidente della Repubblica, JORF n°0097 del 25 aprile 2019, testo n° 15.

[2] Ordinanza 2019-359 del 24 aprile 2019 che riforma il titolo IV del libro IV del codice del commercio francese relativo alla trasparenza, alle pratiche anticoncorrenziali e alle altre pratiche vietate.